Il seminario italiano sul tema della leadership aziendale e della partecipazione dei lavoratori svoltosi a Villa Lemmi di Firenze. All’iniziativa organizzata nell’ambito della campagna “Lavorare insieme per la prevenzione dei rischi", promossa dall'Agenzia per la sicurezza e la salute sul lavoro di cui AiFOS è partner, hanno partecipato Rocco Vitale e Francesco Naviglio
Dopo 30 anni di politiche repressive e sanzionatorie, l'introduzione della partecipazione di lavoratori e management tra le strategie e gli strumenti per la sicurezza sul lavoro può rappresentare un'importante novità per ottenere una significativa diminuzione delle malattie professionali e dei decessi sul posto di lavoro.
Questo è il filo conduttore proposto da
Michele Lepore, rappresentante governativo del board dell'Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha) in apertura del primo seminario italiano della campagna europea 2012-2013 "Lavorare insieme per la prevenzione dei rischi", organizzato dal Focal Point INAIL Eu-Osha sul tema della leadership aziendale e della partecipazione dei lavoratori.
A Firenze, nella storica villa Lemmi, si sono incontrati i rappresentanti di imprese, organizzazioni sindacali, università e Asl territoriali per confrontarsi sui temi della campagna attraverso la condivisione di esperienze aziendali pubbliche e private. Dopo i saluti del direttore della sede regionale INAIL, Bruno Adinolfi, la coordinatrice del Focal Point INAIL Eu-Osha, Francesca Grosso, ha invitato le aziende presenti a partecipare al "Premio Buone Prassi" indetto dall'Agenzia europea, come momento di riconoscimento e di condivisione di iniziative in grado di offrire soluzioni efficaci nella prevenzione dei rischi in un'ottica di partecipazione. Inoltre, ha ricordato la Grosso, le aziende possono ottenere la validazione delle buone prassi presentandole alla Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Un processo bidirezionale
La campagna europea è stata illustrata in dettaglio da Cristina Comunian, project manager "Campagne Europee", che ha sottolineato come la partecipazione sia un processo bidirezionale in cui datori di lavoro, dipendenti e rappresentanti dei lavoratori si confrontano, condividono informazioni, sollevano problemi e ricercano tempestivamente soluzioni in un clima di fiducia e di reciproco riconoscimento di ruoli e responsabilità. L'evoluzione culturale verso un modello gestionale non basato solo su una logica dell'adempimento e della sanzione ma sul raggiungimento dei risultati è testimoniato, come ricordato da Fabrizio Benedetti dell'INAIL, dalla prima edizione del "Premio Imprese per la sicurezza" organizzato dall'Istituto insieme a Confindustria.
E proprio da questa esperienza Massimo Tronci, dell'Università la Sapienza di Roma, ha illustrato il modello messo a punto insieme a Confindustria, INAIL, Accredia e APQI per valutare le imprese che hanno partecipato al "Premio Imprese per la sicurezza". La peculiarità è stata quella di trasferire il modello di total quality management al tema della sicurezza. "La logica è quella di avere un meccanismo di autovalutazione - ha spiegato Tronci - abbinato a una scala quantitativa che permette di fare dei ranking e assegnare un punteggio su una scala di mille punti basata su cinque fattori: leadership, personale, strategie, partnership e risorse, processi. Il modo migliore per far crescere la sicurezza è quello di affiancare alla questione della deterrenza il lavoro sui processi che determinano i risultati". In questo modello il personale diventa il primo cliente nella gestione della sicurezza e la leadership è il punto di partenza del processo di coinvolgimento che permea tutta l'organizzazione.
La persona al centro delle politiche aziendali
A chiusura della condivisione delle esperienze aziendali Fabiola Leuzzi, rappresentante dei sindacati datoriali del board Eu-Osha, ha sottolineato l'importanza del trasferimento delle pratiche italiane nel contesto europeo invitando le aziende a partecipare maggiormente alle attività dell'Agenzia. Per il rappresentante sindacale nel board, Claudio Iannilli, "in momenti di crisi economica così profonda come quello che sta attraversando l'Italia, la sicurezza rischia di essere di essere il primo elemento messo in discussione nei processi produttivi". Iannilli ha sottolineato l'inversione culturale che è emersa durante il seminario, che ha rimesso la persona e la sua sicurezza al centro delle politiche aziendali rispetto alla produzione e al capitale.
La proposta di AiFOS
Nel corso del suo intervento, il Presidente di AiFOS, Rocco Vitale, ha sottolineato come l’Associazione stia sviluppando un modello per una soluzione utile ed efficace di collaborazione tra l’azienda ed i lavoratori, sottolineando le tre fasi del processo in atto che vanno dalla sensibilizzazione del gruppo dirigente al coinvolgimento dei lavoratori per giungere alla realizzazione ed all’attuazione comune di azioni. Questa progetto, in fase di avanzata attività, verrà completato a fine del prossimo mese di settembre all’interno di una grande azienda del settore meccanico.
Intervista a Cristina Comunian, project manager "Campagne europee" (fonte INAIL)
La partecipazione di manager e lavoratori alla prevenzione dei rischi è il focus della campagna 2012-2013 dell'Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro "Lavorare insieme per la prevenzione dei rischi" e - ad appena due mesi dal suo lancio - le adesioni di partner, associazioni paneuropee, multinazionali e aziende è molto incoraggiante. Il perché lo spiega Cristina Comunian, project manager "Campagne Europee".
Quali sono i tratti salienti della campagna europea 2012-2013?
"Il tratto saliente per eccellenza è la collaborazione tra manager e lavoratori nella prevenzione dei rischi nel posto di lavoro, un “collegamento” che permette l'effettiva realizzazione delle politiche d'intervento. La campagna sottolinea i benefici che manager e lavoratori possono trarre nel lavorare insieme per identificare i rischi e proporre soluzioni condivise. Proprio perché crede in questi due attori principali, l'Agenzia ha creato due strumenti di lavoro dedicati: due guide rivolte al management e ai lavoratori che forniscono suggerimenti e indicazioni per attivare modalità di sinergia indispensabili per la prevenzione e per migliorare la produttività e la competitività aziendale".
Che ruolo ha il management nello sviluppo di strategie di prevenzione davvero efficaci?
"La guida affida alle posizioni manageriali un ruolo cardine, grazie alla loro leadership, nel garantire il coinvolgimento di tutti i lavoratori nell'identificare i rischi e individuare soluzioni partecipate e sostenibili. Un approccio tutt'altro che teorico, che si sviluppa attraverso una strategia precisa e azioni concrete che il management deve attuare per una politica inclusiva dei lavoratori. I risultati sono tangibili sul fronte della riduzione dei tassi di infortunio, su quello dei costi e sulla diffusione della cultura della sicurezza".
Da dove nasce questo principio di inclusione?
"La direttiva quadro europea 89/391 sottolinea il ruolo della partecipazione e del coinvolgimento dei lavoratori e prevede l'obbligo dei datori di lavoro di coinvolgere i lavoratori nella strategie per la sicurezza, nello studio dei rischi e nella prevenzione e promozione della salute. La compartecipazione nella prevenzione dei rischi non è un intervento ad hoc che risolve un problema specifico, è un processo continuo con obiettivi di sostenibilità che intende coprire tutte le attività di un' azienda. A differenza di precedenti campagne più specifiche e in alcuni casi settoriali, nessun datore, manager o lavoratore può sentirsi esonerato dal tema che ci vede impegnati in questo biennio".
Qual è il tratto caratterizzante di questa campagna?
"È espresso dal titolo stesso: tutti possono e devono lavorare insieme per la prevenzione dei rischi. Si tratta di un cambiamento culturale che richiede uno sforzo continuo e più a lungo periodo, ma i risultati nei termini del guadagno di salute, da una parte, e di ritorno economico, dall'altra, superano di gran lunga gli investimenti".
Quali sono, invece, gli elementi di continuità di questa campagna con le precedenti?
"L'integrazione è sul piano della complementarietà: nel senso che quello del 'lavorare insieme' è un approccio che può essere applicato anche alle precedenti campagne, di carattere più specifico e tecnico. Adesso più che mai possiamo affrontare rischi e problemi specifici come i disordini muscolo-scheletrici, lo stress o i rischi legati alla manutenzione, coinvolgendo manager, dirigenti e lavoratori con l'obiettivo comune di prevenire i rischi sul lavoro e promuovere la salute".
A due mesi dal lancio della campagna sono già state formalizzate 57 adesioni di partenariato.
"Si tratta di risultati molto positivi per il modo in cui la campagna è stata accolta e rilanciata dai Paesi membri, per come è stata implementata sul piano nazionale e per i riscontri che abbiamo avuto dai nostri partner ufficiali, dai rappresentanti di associazioni paneuropee, ma anche da multinazionali e aziende private. Siamo solo alla prima fase di offerta di partenariato dell'Agenzia e abbiamo ricevuto oltre 90 richieste. Un dato che esemplifica quanto lavoratori e management si identifichino, credano e siano disposti a impegnarsi nella partecipazione per la prevenzione dei rischi. Perché la salute e la sicurezza sul lavoro riguardano tutti"
| Alcuni momenti dell’incontro | ||
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